Magenta e Arrigo VII

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Magenta e Arrigo VII

Magenta e Arrigo VII

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Enrico VII (chiamato Arrigo da Dante Alighieri che lo nomina nella Divina Commedia- Paradiso Canto XXX: 'E ´n quel gran seggio a che tu li occhi tieni per la corona che già v´è sù posta, prima che tu a queste nozze ceni, sederà l´alma, che fia giù agosta,de l´alto Arrigo´) fu re di Germania, re dei Romani e imperatore del Sacro Romano Impero. Sceso in Italia nel 1310 per restaurare il potere imperiale e porre fine alle rivalità tra guelfi e ghibellini ed essere incoronato imperatore (1312), incontrò l´ostilità di papa Clemente V, di Filippo IV di Francia e Roberto d´Angiò, re di Napoli, morendo (a Buonconvento presso Siena il 24 agosto 1313) prima di poter realizzare il proprio progetto. Alcuni cronisti dell´epoca, e in particolare Giovanni da Cermenate (cronista lombardo e notaio ghibellino), raccontano che, nella sua discesa in Italia e nel tragitto che dal Piemonte lo avrebbe condotto a Milano, Arrigo compì l´impresa di guadare il fiume Ticino, cosa mai realizzata prima in pieno inverno (in quei giorni il territorio era coperto da una fitta coltre di neve ed il fiume era eccezionalmente percorso da pochissima acqua); superato anche il Naviglio Grande all´altezza di Boffalora, si ritrovò con il suo seguito (insieme a lui viaggiava anche la consorte Margherita) a Magenta la sera del 22 dicembre 1310. La notte ormai prossima l´obbligò a fermarsi ed a trattenersi in quel luogo a lui sconosciuto dove primeggiavano note famiglie ghibelline, fra le quali quella dei Crivelli, da lungo tempo fedele alleata dei Visconti. Sul finire del primo decennio del Trecento Magenta era un villaggio alquanto piccolo senza fortificazioni e non aveva edifici adatti ad ospitare il re, la moglie Margherita ed i fratelli Walram e Baldovino. Tuttavia sia i nobili locali sia i plebei si diedero da fare per soddisfare, al massimo delle loro possibilità, le esigenze del sovrano, della sua corte e di tutto il suo seguito. Predisposero di alloggiare tutti i dignitari nelle abitazioni del villaggio e di distribuire gli alloggiamenti di tutti gli armati sul territorio, fornendo loro anche il vitto caldo. Il sovrano fu talmente soddisfatto dell´ospitalità ricevuta dai suoi abitanti che, in quell´occasione, concesse a Magenta il privilegio di essere elevata alla dignità di Borgo, con tutti i diritti conseguenti quali quello di poterla fortificare, di erigere un castello e di tenervi il mercato settimanale. Quest´ultimo fu istituito, in realtà, solo un secolo dopo, quando il borgo crebbe e la popolazione cominciò a sentire la necessità di avere un luogo dove commerciare prodotti. L´arrivo a Magenta di Arrigo VII con il suo seguito viene ricordato nell´affresco del soffitto del Teatro Lirico di Magenta (costruito nel 1904 e restaurato nel 2004 dalla Amministrazione comunale con la volontà di farlo tornare 'tempio della cultura e della musica´ della città). L´affresco, realizzato da Giacomo Campi, rappresenta la Magenta del 1310 ben identificata grazie alla presenza dell´attuale campanile della chiesa di Santa Maria Assunta (risalente in realtà ad epoca più tarda e probabilmente qui inserito volutamente dall´artista per identificare immediatamente la città). Sopra di esso si staglia un insieme armonico di nuvole, putti, poeti e l´esaltazione del teatro e delle manifestazioni artistiche ad esso collegate. Vi si distingue anche una rappresentazione della chiesa di Santa Maria Assunta, di Dante Alighieri, Virgilio e un teatrino di marionette.

La Volta del Teatro Lirico

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Nel 1904 il pittore Giacomo Campi realizzò il dipinto della "volta" del Teatro Lirico di Magenta, oggi 'tempio'della cultura e della musica. L'affresco, 'popolato'da diverse allegorie sovrastate dalla luce del progresso, rappresenta la sosta di Arrigo o Enrico VII di Lussemburgo a Magenta nel dicembre del 1310. Sullo sfondo della rappresentazione svetta la torre campanaria della chiesa di Santa Maria Assunta del monastero dei monaci Celestini. Questa rappresentazione è puramente simbolica in quanto l'autore vuole evidenziare che il "teatro" della scena è Magenta. In assenza di questo soggetto la zona del "teatro scenico" risulterebbe, infatti, anonima. E' una scelta dell'artista senza alcun supporto storico, in quanto il monastero dei Celestini è stato fondato solo nel 1353 ed il campanile è stato realizzato ancora più tardi, nel XVsecolo. Sopra la rappresentazione è dipinta la volta celeste, dove si osserva un insieme armonico di nuvole e putti, quale contorno del rosone (lucernario) realizzato al centro della volta. Nell'affresco si notano una figura maschile che sembra rappresentare il poeta Dante ed un teatrino di marionette intitolato a Giuseppe Verdi.

Magenta il Borgo di Arrigo VII

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E' stato presentato il 12 novembre 2010 il libro che ricorda il Settecentesimo anniversario dell'elevazione di Magenta a Borgo. E' lo stesso titolo: "MAGENTA Il Borgo di Arrigo VII di Lussemburgo" a richiamare l'evento. Il libro dell'autore Felice Sgarella è stato pubblicato a cura del Comune di Magenta. Il saggio, preceduto da un'introduzione del Sindaco della Città e dall'autore, si articola in quattro capitoli preceduti da una parte riguardante il contributo alla sua consultazione. Il primo capitolo cerca di rappresentare sinteticamente Magenta nei primi secoli; la descrizione storica degli insediamenti umani sul suo territorio si perdono nel tempo di un'epoca remota. Nel secondo capitolo l'autore tenta un inquadramento del periodo storico descrivendo il Papato, di quel periodo, e la dinastia dei Lussemburgo. Chiude questo secondo capitolo quanto avevano scritto gli storici del passato in merito all'evento e un compendio riguardante l'avvenimento scritto agli inizi del Novecento. Molti studiosi sia del passato che contemporanei hanno cercato di descrivere gli avvenimenti qui raccontati evidenziando l'importanza di un avvenimento storico come quello del pernottamento di Enrico VII a Magenta. Questo secondo capitolo si conclude con un cenno sui dipinti murali della volta del teatro Lirico affrescata dal pittore G. Campi. Il terzo capitolo descrive il viaggio dell'imperatore Enrico VII in Italia. In questo capitolo vi è la breve descrizione storica di una località che da villaggio diviene borgo sul fi nire dell'anno 1310, quando Arrigo o Enrico VII di Lussemburgo arriva a Magenta. Oggi Magenta è territorio di confine regionale, ma un tempo la sua storia era legata anche ai territori ad occidente del fi ume Ticino quale il novarese. Il Ticino determinò solo successivamente la separazione di questi territori. Il diverso divenire storico e l'importanza strategica determinata dalle vie di comunicazione con Milano ed il conseguente peso insediativo esercitò poi, nei secoli successivi, un diverso peso politicoamministrativo ed economico. L'autore ha poi arricchito il testo grazie all'utilizzo di un'interessante riproduzione di un manoscritto iconografi co miniato: il codice Baldovino (narrazione figurativa che illustra la discesa a Roma del fratello, per cingere la corona imperiale). La pubblicazione, del 1993, " promossa dall'amministrazione degli Archivi di Stato (Uffi cio centrale per i beni archivistici dipendenti dal Ministero per i Beni culturali e ambientali), riguarda il "Viaggio di Enrico VII in Italia.Magenta, che nel basso Medioevo, pare continui a crescere senza fortifi cazioni, era una tappa obbligata del viaggio dell'imperatore dell'imperatore verso Milano, per essere incoronato con la "Corona Ferrea". Il piccolo villaggio esistente all'inizio del Trecento costituito di un "centro storico" attorniato di modeste precarie abitazioni realizzate con materiali tradizionali della zona (legno paglia, rami intrecciati, argilla, erbe palustri), secondo un sapere antico che ogni contadino conosceva, poteva essere semplicemente percorso e oltrepassato dal "corteo imperiale" se le avversità atmosferiche ed il giungere della sera non avessero costretto l'imperatore alla sosta. I magentini, grazie agli auspici dei nobili Crivelli signori del luogo, furono così ospitali da indurre l'imperatore alla riconoscenza tramutata nel l 'elevaz ione della località a borgo, con tutti i diritti conseguenti quali di potervi tenere un mercato settimanale. Per quanto non desumibile dalla documentazione disponibile l'autore ha cercato di fare una descrizione dei luoghi basandosi su considerazioni e ipotesi supportate dalla documentazione storica posteriore al periodo interessato e sulla descrizione di storici e scrittori del paesaggio, cercando di non essere infl uenzato dalla loro "intossicazione idealistica della descrizione storica". In particolare del Sereni (Storia del paesaggio agrario italiano) che ci descrive la piantata di alberi vitati e della coltura granaria del frumento e dei cereali inferiori e dei pascoli dalla fi ne del XIII secolo del territorio non irriguo della nostra zona e di P. Rota Fo (Il paese delle rane) che ci descrive la vite del "clinto", della nostra zona, che si attorciglia al fico e il fico mica ci soffre, anzi sembra che prenda forza. L'indagine e la cronologia riguardante il mercato settimanale e le fi ere di Magenta concludono questo lavoro. Con decreto regionale n. 10300 dell'ottobre 2009 il Mercato di Magenta è stato riconosciuto 'di valenza storica e di particolare pregio'.