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Primavera

Inviato da in News
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Anche l’apertura del numero di aprile dello scorso anno aveva questo titolo; e forse è inevitabile: la natura, in questi giorni, si propone esuberante di fioriture e di cieli azzurri. Però è di un’altra primavera di cui vorrei discorrere; anzi di due. La prima è di quella che riempie di entusiasmo gli animi: tre nostre giovanissime orchestrali hanno raggiunto traguardi significativi! Marina Mainardi ed Elena Sandon si sono brillantemente diplomate in violino, la prima presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, l’altra al Conservatorio “Guido Cantelli” di Novara. Margherita Miramonti ha vinto il concorso di violino presso l’orchestra del Teatro La Fenice di Venezia; prima classificata su oltre 190 partecipanti! Tre ragazze musicalmente ‘nate’ nei percorsi formativi che Totem propone ai ragazzi che vogliono fare musica. È questa della ‘formazione di base’ la via maestra per una crescita culturale ben radicata nel territorio. Un lavoro tenace, lungo e spesso silente. Che però è il solo capace di dare –a suo tempo- frutti significativi. Come la natura ci insegna: per avere buoni raccolti nelle stagioni successive, è in primavera che bisogna lavorare in profondità per preparare il terreno e poi seminare. I risultati verranno. Ma col tempo. Magenta città della musica è una realtà invece che uno slogan, proprio perché non si affida al grande evento quanto piuttosto ad una diffusa ‘pratica’. Nel campo musicale –per restare nel tema- pensate a quanti, da tempo, arano questa aiuola. A cominciare dalle ultrasecolari tre bande cittadine. Tre bande che pochi comuni -anche ben più grandi- possono vantare. E se poi a queste gloriose -oserei dire- ‘istituzioni’ aggiungiamo le varie orchestre e gruppi musicali… il panorama cittadino non potrebbe essere più promettente. E infatti i frutti arrivano! Certo è tutto merito di chi si applica e studia! Magari un pochino anche dei loro genitori (visto che si tratta di giovanissime) e dei loro maestri preparatori. Ma anche noi che abbiamo solamente creato e/o sostenuto ‘la cornice’ di questo bel quadretto ci sentiamo (un pochino giustamente, dai!) inorgogliti. La seconda ‘primavera’ che mi torna in mente è legata alla Pasqua; o meglio alle ‘pulizie di pasqua’. Figlio e nipote di contadini, mi ricordo che l’approssimarsi della maggior festività cristiana era occasione per grandi pulizie. In senso figurato innanzitutto, dunque dell’anima (…e di comunicarsi almeno a Pasqua era ricordato anche a chi soffriva di particolare allergia ‘al fumo delle candele’), ma anche in senso proprio per le pulizie di casa! Via la stufa, rimosso ‘al canon’ che portava il fumo al fumaiolo, lavato con grandi secchiate d’acqua ‘al soeur’ cui poi si dava ‘al rusett’ che per qualche giorno ingentiliva i rustici medo  ni. Cambiati i rivestimenti in carta di Firenze di cassetti e ripiani delle madie, lavati i vetri e -ancora mi ricordo- rifatti i fi ori di carta che decoravano ‘al curdon’ dell’unico lampadario della stanza… Insomma un gran daffare che per noi bambini, che pure sbuffavamo, nascondendo il divertimento e simulando fatica, per far crescere l’immancabile ricompensa -una frittella, un dolcetto niente piùelargita a fi ne opera. E’ questo quadro che mi viene alla mente vedendo il gran fi orire di proposte all’approssimarsi delle elezioni comunali. L’amministrazione in carica accelera ed intensifi ca tutto quel che può; chi si propone di subentrarle elabora soluzioni in grado -si afferma- di fare ‘il bianco che più bianco non si può’. Chiarisco subito che ne parlo in chiave positiva: come per le ‘pulizie di pasqua’, ben vengano momenti di intensa effervescenza in cui si discute e si formulano proposte per il bene comune. E facciamo tesoro di tutto quello che adesso si elabora e defi nisce: da qualunque parte provenga una buona idea è una buona idea, e di una buona terapia è bene per tutti fare tesoro. Semmai, vedendo lo stuolo di medici che si affollano al capezzale dell’ammalato, viene da chiedersi dove sono stati sin qui. Scendono infatti in campo sia collaudate presenze che inaspettate risorse delle cui capacità ad operare per il bene comune non si era mai sin qui evidenziata la loro sollecitudine. E, torno a ribadire, guardando al ‘bicchiere mezzo pieno’, ciò è sicuramente un fatto positivo: a cose avvenute, i pochi che si troveranno a dover gestire l’amministrazione gioiranno, e avranno il loro bel daffare. Ma tutti gli altri non piangano: tra le oltre cento associazioni magentine troveranno certo il modo di cominciare a mettere a frutto questa loro disponibilità. Poi, col tempo, magari alla prossima tornata, meglio se avranno dato prova di perseverante impegno…chissà forse risulteranno più credibili e magari vincenti. Sicuramente saranno comunque riusciti a fare qualcosa per il bene comune, se questo era il loro sincero intendimento. Rileggendo a caccia degli immancabili svarioni mi torna in mente il mio maestro: “sei saltato di palo in frasca trattando due temi diversi e senza legami tra loro” …e giù un bel segnaccio rosso! E no caro vecchio signor maestro! Il legame c’è ed è una morale ancora suggerita dalla natura. Chi coltiva la terra sa che tra semina e raccolto ci vuole il tempo che ci vuole e tante prolungate e costanti cure per avere buoni risultati; a tutti gli altri questa stagione ricorda che occorre dissodare e seminare e mettere in conto magari anche tempi lunghi, se si vuole avere buoni frutti. L’albero degli zecchini d’oro c’è solo nelle favole!