Ho sempre pensato che i viaggi sono più interessanti se fatti insieme con amici e conoscenti. Con la partecipazione di persone che hanno familiarità una con l'altra si riesce più facilmente a cogliere i diversi aspetti di ciò che si visita, grazie a scambi di opinioni e di impressioni. Nello stesso tempo si è invogliati ad intrecciare rapporti di conoscenza con persone che non avremmo mai conosciuto, e magari capita di ritrovare qualcuno con cui si è viaggiato in precedenza e che col tempo si è perso di vista. Come in India e Grecia, anche il viaggio in Aquitania, appena terminato, è stato molto felice sotto questo punto di vista. Zona della Francia turisticamente poco conosciuta, è stata una destinazione che ha sorpreso tutti per la bellezza ed ha risposto in ogni senso a ciò che ci si aspettava. Dopo una sosta nella sempre piacevole Aix en Provence, siamo giunti a Guillem Le Desert, magnifi co monastero situato in posizione isolata, vicino ad un piccolo villaggio dove la vita è ancora tranquilla e a misura d'uomo. A Monpazier, una bastide (città fortifi cata), la piazzetta è di un fascino incredibile. I portici, il mercato coperto, gli scalini dove le dame salivano per montare a cavallo, tutto è conservato in maniera perfetta. E' questa integrità che ha incantato in alcuni luoghi, come il castello di Beynac, emergente dalla nebbia mattutina, arroccato sopra il fi ume; oppure La Roque Gageac, abbarbicato sulle falesie calcaree, dove il fi ume Dordogna forma un canyon, con le sue grotte usate un tempo come abitazioni ed ora integrate nelle case di pietra costruite a ridosso delle rocce. O, ancora, Rocamadour aggrappato allo sperone roccioso, perfetto esempio della struttura sociale medioevale: sopra, il castello del signore, incombente sulla chiesa, a sua volta posta al di sopra delle abitazioni della popolazione. Così come sono indimenticabili i vigneti attraversati, estesi a perdita d'occhio, con i caldi e vividi colori autunnali. Immersa in questo ambiente, Saint Emilion, con i negozi delle caves dove si poteva degustare il vino e si potevano acquistare prodotti tipici. Tante sono state le mete delle nostre visite e tutte interessanti: Domme, Carennac, Saint Leon sur Vezère, ma Sarlat è stata forse la più piacevole. Città risparmiata dai bombardamenti della guerra, che invece hanno colpito pesantemente Bergerac, conserva integra la struttura seicentesca, con angoli di estrema suggestione e fascino.Un giro per le viuzze e i vicoli, al seguito del nostro amico Zaffaroni, ci ha svelato vari particolari dei portoni, delle facciate, dei bei palazzi, ricche residenze di città dei nobili di campagna. Una nota a parte merita la visita alle grotte di Lascaux. Le vere grotte non sono più visitabili a causa dei danni prodotti dalla presenza dei turisti, tuttavia la ricostruzione è risultata sorprendentemente molto veritiera, con gli splendidi dipinti a colori di buoi, cavalli, cervi e ci ha fatto sentire più vicini quei nostri antenati di diciassettemila anni fa. Come sempre, alla fi ne di un viaggio piacevole, ci è quasi spiaciuto tornare a casa; abbiamo però per ricordarlo tutti gli oggetti acquistati e, deliziosi, i mangerecci prodotti tipici che in tanti abbiamo scelto per risentire anche a casa i profumi ed i sapori dei giorni passati.