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Area MAB - (Man and Biosphere)


Sito ufficiale dell'UNESCO, le riserve della biosfera

Sito ufficiale del Parco del Ticino 

L'importanza del Ticino e della sua valle è stata riconosciuta a livello internazionale con l'inserimento nel 2002 nella Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera, nell'ambito del programma MAB (Man and Biosphere) dell'UNESCO.
Questo titolo è riservato ad aree interessanti dal punto di vista ambientale, tutelate con modalità gestionali che coniugano la tutela ecologica con la tutela e lo sviluppo economico, culturale e sociale.

La Valle dei Ticino è la più importante ed estesa fra le aree naturali residue dell'intera Pianura Padana. Sin dall'antichità, per le particolari condizioni geomorfologiche, il suo territorio è stato abbondantemente sfruttato e oggi è una delle valli maggiormente antropizzate e di grande sviluppo urbano e industriale.

Ciononostante questa porzione di terra, che negli anni Settanta è divenuto uno dei maggiori Parchi fluviali europei attraverso l'istituzione del Parco Lombardo della Valle dei Ticino (1974) e del Parco Naturale della Valle del Ticino (1978), resta ancora una delle aree più pregiate; sia per le varietà paesaggistiche, sia per la ricchezza degli ecosistemi presenti. Dal punto di vista ecologico e biogeografico, la Valle fluviale del Ticino costituisce uno straordinario corridoio biologico. La tutela di quest'area ha contribuito notevolmente alla conservazione attiva degli ambienti naturali e dei complessi e minacciati ecosistemi che la caratterizzano. Alla fine del 1999 viene approvata la candidatura dei due Parchi del Ticino (Complessivamente 97.000 ha di territorio) ad accedere alla rete mondiale delle riserve della biosfera del Programma MAB-Unesco. Sono seguiti tre anni di lavoro intenso per la presentazione del dossier di ammissione, contenente un programma ricco di progetti, iniziative, studi e ricerche. Nell'ottobre 2002 l'Unesco ha espresso il suo parere favorevole e i Parchi della Valle dei Ticino sono così entrati a far parte delle riserve della biosfera. Un riconoscimento che, oltre a gratificare quasi trent'anni di attività e a premiare la tenacia con cui i due Consorzi si sono adoperati per difendere un territorio continuamente sotto pressione, contribuisce, anche attraverso scambi di esperienze della rete mondiale, a mettere a punto modelli di gestione di aree naturali situate in regioni a forte urbanizzazione e industrializzazione, dove la domanda di territorio e di risorse è in forte contrasto con la conservazione del patrimonio genetico. Far parte delle riserve MAB significa rafforzare e perfezionare il modello di salvaguardia e di sviluppo già perseguito dai due Parchi del Ticino. Lo scopo della designazione, per l'impegno e il prestigio che ne derivano, è quello di coinvolgere maggiormente i gestori, gli amministratori e le popolazioni dei Parchi a calibrare un sistema economico bilanciato con la tutela degli ecosistemi, da quelli naturali a quelli semi-naturali di origine antropica e alla valorizzazione dei paesaggi ricchi di elementi storici e culturali.

Il Parco del Ticino
Il Parco del Ticinosi estende, lungo il fiume omonimo, su due regioni: Piemonte e Lombardia e amministrativamente è composto da due enti: il piemontese Parco Naturale della Valle del Ticino e il Parco Lombardo della Valle del Ticino.

Il Parco piemontese ha un'estensione limitata e interessa la sola fascia fluviale senza comprendere le aree urbanizzate, valorizzando perciò i soli elementi naturali. Il Parco lombardo, che si snoda dal Lago Maggiore fino al Po, comprende invece l'intero territorio di quarantasette comuni. Una scelta questa per estendere la competenza in termini di tutela e valorizzazione non solo sull'ambiente, ma anche su aspetti storici, archeologici, architettonici, agricoli presenti sul territorio, con un'opera di conservazione che ha anche l'obiettivo di non frenare le attività compatibili. Non si deve dimenticare che il Parco del Ticino occupa un'area vicinissima a Milano, popolata da circa mezzo milione di abitanti che vivono, si muovono e lavorano sul territorio. Da questo nasce un continuo confronto con l'attività umana e le sue componenti più importanti. Una sfida che il Parco raccoglie giornalmente attraverso un programma di gestione compatibile del territorio. La nuova legge del Parco è uno strumento che non si limita ad apporre dei vincoli, ma che, partendo dalla conoscenza dei dati ambientali di base, traccia una nuova filosofia nella politica di protezione del fiume e delle sue aree

Comuni del Parco:
Abbiategrasso, Arsago Seprio, Bereguardo, Bernate Ticino, Besate, Besnate, Boffalora Ticino, Borgo S.Siro, Carbonara Ticino, Cardano al Campo, Casorate Sempione, Cassinetta di Lugagnano, Cassolnovo, Castano Primo, Cuggiono, Ferno, Gallarate, Gambolò, Garlasco, Golasecca, Groppello Cairoli, Linarolo, Lonate Pozzolo, Magenta, Mezzanino, Morimondo, Motta Visconti, Nosate, Ozzero, Pavia, Robecchetto, Robecco S/Naviglio, Samarate, S.Martino Siccomario, Turbigo, Valle Salimbebne, Vanzaghello, Vergiate, Vigevano, Villanova d' Ardenghi, Vizzola Ticino, Zerbolò

Superficie:
90.640 ettari

Sede:
Pontevecchio di Magenta (MI)
Via Isonzo 1 / Tel. 02 97210205 - Fax 02 97950607
 
informazioni tratte integralmente da:
Parco del Ticino