Ora che siamo tornati, possiamo tirare le somme di questo viaggio intenso e coinvolgente. Come sempre organizzato da Coima Viaggi e studiato per le nostre esigenze dall'amico Zaffaroni, il percorso ci ha fatto attraversare regioni e territori nei quali punte d'intensa spiritualità hanno accompagnato le splendide architetture di monumenti e di città. Sarà difficile dimenticare le mura di Carcassonne e di Avila, la serenità medioevale di Santillana, le cattedrali, i palazzi e i castelli di Salamanca, Segovia e Burgos e su tutte, la città di Santiago di Compostela con la sua cattedrale slanciata ed insieme barocca, simbolo d'intensa tensione spirituale e di ricchezza di fede. Poi, alla fine del viaggio, Lourdes, tanto impregnata di speranza e di dolore nell'esplanade della cattedrale e nella grotta dell'apparizione. E la processione serale, con una grande moltitudine di gente silenziosa e concentrata nella preghiera, Il gruppo PRO LOCO a Segovia Questo fintanto che i figli sono alle medie. Poi (vedi caso precedente) i figli si intruppano e i genitori si ritrovano soli come quando erano sposini e ricominciano i giorni di "vacanze, che passione!" (da "patire", soffrire). Entrano nelle agenzie, sfogliano cataloghi, vengono ammaliati da un' infinità di proposte. Non c'è posto che non sia affascinante, non c'è meta che non sia unica. Etiopia: "un itinerario di eccezionale interesse storico-paesaggistico"; Messico "Sulle orme di Cortes". La Namibia è "stupefacente"; l'Argentina è "una emozione unica". Ormai Egitto e Messico sono "out"; come appartiene al "deja vu" il Kenja con le sue spiagge abbacinanti sotto il sole dell'Equatore, per non parlare della Giordania con la sua ormai "solita" Petra. Sono invece "in" il Tibet, la Groenlandia e l'isola di Pasqua. Discutono la sera marito e moglie - sommersi da chili di cataloghi - tengono presenti anche le scelte della cugina Eleonora e della vicina di casa, la signora Cunegonda (che nome!). Vacanza significa andare, ma soprattutto stupire; vacanza significa durante un viaggio in Kazakistan buttare lì distrattamente "Certo che l' Yemen... Lei dovrebbe vedere Sanaa.... Ah, c'è stato anche Lei?". Vacanze, tempo di passione (da "patire", soffrire). Vacanze.... e poi la moglie - era andata in cucina a preparare il caffè serale torna e scopre il marito che contempla trasognato una vecchia foto. Lui, il marito, è lì fissato per l'eternità in una foto ormai ingiallita; è un bambino dai lineamenti ancora infantili, un paio di braghette, a dorso nudo con un buffo cappellino in testa. Sul retro un nome: "Colonia elioterapica al Ticino" e una data: 1950. Tempi beati in cui la povera Italia uscita a pezzi dalla guerra, non aveva né la Torpedo, né i cataloghi e ai suoi bambini non poteva offrire altro che le spiagge sassose di un fiume ancora limpido e quelle tre settimane all'aria aperta nei boschi del nostro fiume erano vacanze da sognare prima e da ricordare poi quando, ripresa la scuola, la maestra dettava il tema: "Un bel ricordo delle mie vacanze" e allora il bambino (non ancora uomo, non ancora marito, non ancora ricco) intingeva la penna nel calamaio e cominciava a scrivere "Io sono andato al Ticino in colonia e "me" (parola difficile, c'è l'accento e l'apostrofo) e "me" piaciuto tanto". Teresio Santagostino evidente contrasto con il mondo di oggi dove tutto viene urlato e dove il chiasso soffoca ogni minimo desiderio di spiritualità e di riflessione. La mia impressione è che tutti i partecipanti, alla fine del viaggio, siano rientrati a Magenta stanchi ma intimamente molto più ricchi e soddisfatti, pronti a ripetere presto insieme una nuova esperienza.
Racconti di Viaggio
Edit by Sergio Cattaneo