LArmata_Francese_Ditalia



L'esercito francese era in quel tempo il più celebre del mondo, la sua fanteria era giudicata la migliore in assoluto nei combattimenti alla baionetta. Grande fascino suscitavano i corpi nati dalle guerre coloniali per la conquista dell'Algeria. Originariamente l'Armata d'Africa era il corpo di spedizione, comandato dal generale Bourmont che prese Algeri nel 1830 e così si continuarono a chiamare tutti i corpi inviati dalla Francia o costituiti sul posto che parteciparono alla pacificazione del paese. Successivamente furono creati nuove unità con precise caratteristiche di operatività e di arruolamento e che furono destinati all'impiego solo al di fuori dei confini continentali della francia. Nacquero così gli Zuavi, i Tirailleurs Algeriens (i Turcos), i reparti di cavalleggeri Spahis, i Cacciatori d'Africa, la
Legione Straniera. La maggior parte dei comandanti dell'esercito proveniva dai gradi inferiori ed esisteva fra essi e i soldati un forte senso di cameratismo. Con decisone imperiale nel 1857 vennero introdotti i nuovi fucili rigati e trasformati i vecchi. Nel 1859 con essi si utilizzava ancora la medesima palla. La polvere era contenuta in un cilindro di carta cerata (soggetto a bagnature e rotture) che il sodato apriva strappandola con i denti. Versava il contenuto nella canna insieme alla carta appallottolata ed al proiettile. Comprimeva il tutto sul fondo con una bacchetta, alzava il cane, metteva la capsula esplodente, mirava e faceva fuoco. L'operazione che si faceva normalmente in una trentina di secondi, nella tensione della battaglia si allungava almeno del doppio. Nella campagna del '59 l'artiglieria francese mostrò tutta la sua efficacia che le derivava dall'uso (contrariamente agli austriaci) di cannoni con anima rigata. Il munizionamento era costituito da:

granate cave che venivano riempite di polvere esplodente con miccia accesa con la vampata dello sparo, o con sabbia o con polvere esplodente mista a pallette.

scatole a mitraglia, un involucro di latta con coperchio di legno, riempita di polvere e pallette Venivano lanciate le granate esplodenti, ma si facevano anche tiri a rimbalzo con palle piene.

La cavalleria dell'esercito francese comprendeva:
6 reggimenti di cavalleria della Guardia (corazzieri, dragoni, guide, lancieri e cacciatori a cavallo
12 reggimenti di cavalleria pesante (corazzieri)
20 reggimenti di cavalleria di linea (dragoni e lancieri)
24 reggimenti di cavalleria leggera (cacciatori, ussari, cacciatori d'Africa)
3 reggimenti di Spahis, indigeni algerini

A Magenta la cavalleria fu impiegata in prevalenza per pattuglie. Lo schieramento dell'Armata Francese d'Italia alla sera del 3 giugno indica chiaramente la scelta delle due direzioni di attacco su Magenta: una, principale, da ovest ed una convergente da nord, la prima determinante, la seconda decisiva. La dislocazione generale dell'Armata d'Italia è la seguente:

1° Corpo d'Armata a Lumellogno con fronte verso Mortara
3° Corpo d'Armata a Novara est
4° Corpo d'Armata a Novara est e sud
Divisione di cavalleria Desvaux del 1° Corpo d'Armata e Divisione di cavalleria Bartouneaux del 3° Corpo d'Armata a Novara

Guardia Imperiale:
1 ª Divisione Mellinet a Trecate - San Martino
2 ª Divisione Camou con il 2° Corpo d'Armata Mac Mahon uno squadrone cacciatori Divisione cavalleria Morris a San Martino

2° Corpo d'Armata Mac Mahon:
1ª Divisione La Motterouge e 2ª Divisione Espinasse a Robecchetto sud ed est
2ª Divisione Camou dietro la 1ª Divisione La Motterouge Brigata di cavalleria de Villaine, dietro il 2° Corpo d'Armata con il 1° ed il 4° squadrone del reggimento "Cavalleggeri di Alessandria" (maggiore Pralormo)


Le perdite dell'Armata Francese d'Italia


Morti: Ufficiali - 52 sul campo e 18 in seguito a ferita (2 generali e 4 colonnelli)
Morti: Soldati - da 512 a 604 (quasi certamente 564)

Feriti: Ufficiali - 194
Feriti: Soldati - da 2951 a 3052 (quasi certamente 3.045)

Dispersi: Ufficiali - nessuno
Dispersi: Soldati - da 655 a 735 (quasi certamente 735)