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E' una tendenza della nostra epoca pensare che alcune situazioni per noi nuove, o considerate eccezionali, costituiscano una novità assoluta, indicatrice per lo più di un peggioramento delle condizioni economiche, sociali o ambientali. Ad esempio, molti hanno imputato le intense piogge che hanno caratterizzato gli scorsi mesi di maggio e giugno ad un clima ormai impazzito, mentre situazioni simili sono ampiamente documentate in periodi storici più o meno recenti: solo per citare gli episodi più noti, le cronache ci dicono che nel giugno 1816 Napoleone a Waterloo dovette cambiare i piani della battaglia a causa del pantano in cui si erano venute a trovare le sue truppe; nel 1859, nelle battaglie di Magenta prima, e di San Martino poi, gli spostamenti delle armate furono fortemente infl uenzati dalle forti piogge; per fi nire, la piena del Piave del giugno 1918 diede una grossa mano ai soldati italiani che fermarono l'avanzata austriaca, dando loro il coraggio per il vittorioso contrattacco. Per venire all'argomento del presente articolo, anche nel campo della scuola è ampiamente presente la tentazione di non guardarsi alle spalle: per fare un altro esempio, ognuno di noi, nella propria storia scolastica, ha avuto a che fare con compagni violenti e indisciplinati, ma oggi si tende a considerare il "bullismo" un fenomeno nuovo della nostra epoca. Ciò che non ci aspetteremmo mai di trovare nel passato del nostro sistema scolastico sono però i famigerati "corsi" per il recupero dei debiti: eppure a Magenta un'esperienza di "intervento di recupero" venne attuata più di un secolo fa, precisamente nel lontano 1905. La legge Orlando dell'8 luglio 1904 aveva modifi cato l'obbligo scolastico, elevandolo al compimento dodicesimo anno di età (in precedenza la legge Coppino del 1877 l'aveva fi ssato a nove anni); diventava comunque indispensabile il superamento di un esame che assegnasse il certifi cato di maturità, ovvero di un esame conclusivo del primo triennio di studi elementari, che consentisse poi l'accesso alla scuola media o al triennio di avviamento al lavoro. Le diffi coltà nell'applicazione delle nuove regole furono subito evidenti, tanto che l'esito dell'esame di maturità sostenuto per la prima volta dai ragazzi magentini fu disastroso. Ecco come i maestri Rosa Marinoni Ghirlanda e Camillo Colombo "delegati dalla fi ducia di questa Onorevole Amministrazione Comunale a presiedere e ad esaminare nel testé spirato anno scolastico 1904-1905 gli alunni delle classi di compimento (proscioglimento) di queste scuole", illustrarono la situazione ai componenti la Giunta Municipale di Magenta: "Malgrado il buon volere delle insegnanti che dirigevano le terze classi, si trovò nelle medesime un forte numero di rimandati: un centinaio circa [circa la metà degli alunni frequentanti]. Ora, tenendo conto del numero non indifferente degli allievi di seconda che passeranno in terza, e dei rimandati di terza di quest'anno, le quattro classi esistenti di terza non saranno più suffi cienti, e ne occorreranno almeno altre due, se ora non si pensa ad un provvedimento. I sottoscritti, desiderosi di giovare alle famiglie che hanno ragazzi rimandati che già compiono il dodicesimo anno di età, e potrebbero quindi andarsene al lavoro, e desiderosi di far risparmiare una gravosa spesa al Comune, perché dovrebbe pensare ad altre due insegnanti e ad altre due aule, si permettono di dare un umile consiglio: noi fummo richiesti e supplicati da diverse famiglie di dare lezioni private ai loro ragazzi rimandati, per poterli presentare all'esame di riparazione in ottobre, e quantunque per noi sarebbe impegno gravoso, pure nella certezza di far cosa grata al Comune a cui ci sentiamo sinceramente obbligati ed affezionati e alle famiglie magentine, faremmo volentieri queste lezioni per tutto il mese di settembre, qualora il Comune ci conceda l'uso di due aule nelle nostre scuole e avessimo dal medesimo Comune un compenso adeguato". Più che il raggiungimento del "successo formativo", a suggerire l'iniziativa ai due zelanti maestri furono soprattutto attenzioni di carattere economico e materiale, aspetti che a quell'epoca e in quelle condizioni sociali erano assolutamente preminenti. D'altra parte, dodicenni che avevano impiegato cinque anni per arrivare all'esame di terza elementare non avevano ormai molto da chiedere alla scuola, né la scuola da dare loro: il mondo del lavoro li chiamava a gran voce. La Giunta Municipale approvò la richiesta "onde evitare un eccessivo affollamento di alunni nel prossimo anno scolastico"; stabilì di accordare un compenso di 75 lire per ognuno dei due maestri, giudicandolo tuttavia inadeguato, "ma che è giocoforza limitare attese le urgenti ristrettezze del bilancio comunale" [altra nota che non ci suona nuova!]. Furono comunque soldi ben spesi: le lezioni della scuola autunnale per preparare i ragazzi agli esami di riparazione si tennero dal 1 settembre al 14 ottobre e furono impartite a 40 allievi, dei quali ben 37 riuscirono ad ottenere la promozione. Quale fu il destino scolastico di coloro che nell'estate del 1905 preferirono le vacanze ai corsi di recupero non è purtroppo rimasto agli atti.
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