Il primo decennio del Novecento a Magenta fu segnato dal progressivo affermarsi della modernità, e fecero una prima timida comparsa strumenti tecnologici decisamente all'avanguardia. Ne furono interessati sia gli uffici della pubblica amministrazione, sia gli stabilimenti industriali, che col concorso delle autorità puntavano con decisione sulla via del progresso. La decisione, che si pensava definitiva, sull'impianto del telefono a Magenta venne presa giusto cent'anni fa, nell'estate del 1909, all'indomani della celebrazione del cinquantenario della battaglia, e fu proprio l'occasione dei solenni festeggiamenti che indusse gli amministratori magentini ad un ripensamento del progetto telefonico in corso. Dopo il 1900, a Milano e nel resto d'Italia, all'iniziale scarso coinvolgimento dello Stato che aveva seguito una politica di concessioni ai privati, era subentrato un programma di riscatto delle concessioni che gradualmente scadevano, così che, già nel 1907 lo Stato gestiva 173 linee telefoniche interurbane contro le 81 ancora in mano ai privati. A Milano passò nelle mani dello Stato la "Società Telefonica Alta Italia", società pioniera nella realizzazione di linee interurbane. La concorrenza tra Stato e gestori privati all'inizio del secolo era quindi molto accesa. Le prime avvisaglie relative alla volontà di collegare Magenta alla rete telefonica si ebbero nel 1906, sulla spinta dei miglioramenti tecnologici e soprattutto della legge del 1903 che promuoveva la creazione di una rete telefonica interurbana a spese dello Stato. Gli amministratori magentini, in sintonia con gli industriali potenziali fruitori del servizio, sondarono il mercato, che prospettava due possibili soluzioni: l'allacciamento diretto con Milano, con prosecuzione del collegamento verso Castano, oppure l'accordo con la "Società Vigevanese per il Telefono", concessionario privato. La scelta cadde sull'offerta della Società Vigevanese, e nel settembre 1906 vennero avviate le pratiche da parte sia di Magenta sia dei Comuni limitrofi. Qualcosa tuttavia non andò secondo le previsioni, tanto che nel 1909 il collegamento telefonico a Magenta non era ancora operativo. Nel Consiglio Comunale del 17 giugno 1909 venne verbalizzata la seguente comunicazione: "Il Sindaco Giovanni Brocca ricorda le trattative con la Società Telefonica Vigevanese, le modalità del contratto e il concorso di lire 5000 in cinque annualità cui il Comune era tenuto. Per ragioni che non si sanno spiegare, il Presidente della Società Vigevanese pretendeva poco tempo fa che detta somma dovesse essere versata subito, e cioè al momento del funzionamento del telefono, che asseriva dover incominciare col prossimo mese di luglio; pretesa alla quale il Comm. Brocca si è completamente opposto, basandosi sui preliminari del contratto. Epperò, in occasione delle prossime passate feste cinquantenarie della Battaglia, venne per conto dello Stato allestito in poche ore il servizio telefonico, e desiderando il Sindaco conoscere se le condizioni dello Stato fossero migliori di quelle della Società Vigevanese, ha potuto convincersi che effettivamente vantaggio deve esserci, in quanto che la somma che dovrebbero sborsare il Comune e i sottoscrittori risulterebbe di lire 4500, da versare subito. Si aggiunge altresì il vantaggio che se il servizio telefonico venisse fatto dalla Stato, gli abbonati corrispondendo con Milano nulla dovrebbero pagare all'infuori della tassa di abbonamento". Dopo "matura discussione" (di cui purtroppo nei verbali non rimane traccia) il Consiglio Comunale decise quindi di incaricare il Sindaco affinché sospendesse le trattative con la Società Vigevanese, iniziando nel contempo le pratiche presso la Direzione Compartimentale Telefonica dello Stato. Tale decisione ebbe la sanzione definitiva in una successiva seduta consigliare, quando all'unanimità la trattativa con la Società Vigevanese, vennero sospese, nella convinzione ormai certificata che l'offerta dello Stato fosse migliore sia dal punto di vista finanziario sia per le facilitazioni e i vantaggi. Sembrò quello l'ultimo atto di un procedimento che si trascinava da anni, ma la scelta di trattare con lo Stato, se da una parte garantiva condizioni più vantaggiose, dall'altro obbligava a fare i conti con la rigida burocrazia del Regno d'Italia: dovettero passare altri cinque anni prima di sentire squillare un telefono a Magenta: non è semplice seguire i diversi passaggi di questa complessa vicenda burocratica, nelle quale vennero coinvolti anche i rappresentanti locali eletti in Parlamento; si tenterà di farlo nel prossimo intervento.